Una mini-luna temporanea per la Terra: 2024 PT5

Molti di voi ricorderanno il caso dell’ex asteroide 2020 SO, che divenne un satellite temporaneo della Terra per un periodo di alcuni mesi a cavallo fra il 2020 e il 2021. In realtà, come è stato appurato attraverso osservazioni fotometriche e spettroscopiche, non era un asteroide, ma uno space debris. Nel settembre 1966 la NASA lanciò la sonda Surveyor 2 verso la Luna, una delle tante sonde che avevano lo scopo di esplorare la superficie lunare in preparazione delle missioni Apollo. Il secondo stadio del razzo Atlas-Centaur che lanciò il Surveyor 2 verso il nostro satellite, grazie al fatto di avere un’orbita eliocentrica molto simile a quella terrestre con un periodo orbitale poco diverso, ritornò nei pressi della Terra e il 17 settembre 2020 il telescopio Pan-STARRS 1 scoprì quello che sembrava essere un nuovo asteroide near-Earth. Il giorno successivo, dopo le conferme di routine da parte di altri osservatori, l’oggetto fu denominato ufficialmente 2020 SO dal Minor Planet Center. In base alla luminosità misurata al telescopio, le dimensioni stimate andavano dai 4 ai 12 metri di diametro. Dal punto di vista orbitale 2020 SO si comportava come un asteroide near-Earth di tipo Apollo, ossia avente l’orbita prevalentemente esterna a quella terrestre e non era certo considerato un oggetto pericoloso, ma aveva una particolarità: la velocità relativa alla Terra era molto bassa, dell’ordine di 0,5 km/s. A volte un valore così basso per la velocità relativa indica un’origine di tipo terrestre, come subito sospettarono i ricercatori del Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) del Jet Propulsion Laboratory della NASA e le osservazioni successive hanno dato loro ragione.

Ho ricordato il recente caso di 2020 SO perché la Terra ha di nuovo una mini-luna temporanea: si tratta dell’asteroide 2024 PT5, scoperto dal telescopio del progetto ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) del Sud Africa il 7 agosto 2024, quando era di magnitudine +17,1 (MPEC 2024-P170). Il giorno dopo la scoperta, 2024 PT5 ha raggiunto la minima distanza dalla Terra di circa 568000 km con una velocità relativa di 1,37 km/s e proseguendo lungo la propria orbita eliocentrica ha iniziato ad allontanarsi. Tuttavia, la sua orbita ha subito una sensibile perturbazione gravitazionale in seguito al passaggio ravvicinato con la Terra: il semiasse maggiore dell’orbita eliocentrica è aumentato passando da 0,97 au a 1,01 au e anche l’inclinazione orbitale è aumentata passando da un valore inferiore a 1° a circa 1,5°.

Ricostruzione numerica della perturbazione dell’orbita eliocentrica di 2024 PT5 in seguito al passaggio ravvicinato con la Terra avvenuto l’8 agosto 2024 a circa 568000 km di distanza. Crediti: A. Carbognani/Software ORSA.

Asteroidi, comete o altri corpi che entrano nella così detta sfera di Hill di un pianeta a velocità molto bassa possono rimanere legati gravitazionalmente al pianeta per un certo periodo di tempo diventando satelliti temporanei. La sfera di Hill di un pianeta è quella regione all’interno della quale la forza di gravità del pianeta è prevalente su quella del Sole, di conseguenza il moto di un terzo corpo dipenderà in prevalenza dal pianeta mentre il Sole agirà come un corpo perturbatore. In pratica la sfera di Hill è la regione all’interno del quale può esistere un satellite del pianeta. Nel caso della Terra il raggio della Sfera di Hill vale circa 1,5 milioni di km e non è un caso che la Luna sia ben all’interno di questa sfera di influenza gravitazionale. In una visione conservativa, solo i corpi che completano almeno un’orbita attorno a un pianeta sono considerati satelliti temporanei. Tuttavia, anche gli asteroidi che vengono catturati temporaneamente per meno di un’orbita completa possono essere considerati tali e questo è il caso di 2024 PT5. L’asteroide in questo momento (29 settembre 2024), si trova a circa 3,5 milioni di km dalla Terra (quindi ben al di fuori della sfera di Hill e tale resterà), tuttavia ha una velocità relativa rispetto alla Terra molto bassa dell’ordine di 0,4 km/s e tale per cui l’energia totale (cinetica + potenziale) rispetto alla Terra sarà negativa dal 29 settembre al 25 novembre 2024 (De la Fuente Mracos e Raul, RNAAS, 2024): in questo senso può essere considerato un satellite temporaneo della Terra, anche se non completerà un’orbita attorno al nostro pianeta.

L’orbita geocentrica di 2024 PT5 riferita al Sole proiettata sul piano dell’eclittica. Come si vede l’orbita non è chiusa su se stessa come invece fa la Luna. Crediti: A. Carbognani/Software ORSA.

Dal punto di vista osservativo, nel periodo 29 settembre – 25 novembre 2024, 2024 PT5 si manterrà sempre fra 3,5 e 4 milioni di km dalla Terra ed essendo di piccole dimensioni, 8-19 metri di diametro, la magnitudine sarà elevata oscillando fra la +22,5 e +23, mentre il moto proprio sarà dell’ordine di 1 arcsec/minuto. Da questo punto di vista sarà un oggetto assolutamente invisibile a occhio nudo e difficile da osservare anche per piccoli telescopi dotati di camera CCD/CMOS. Chi si aspettava di vedere in cielo una seconda piccola luna a fare compagnia alla Luna resterà deluso.

Per fortuna ci sarà un secondo passaggio ravvicinato con la Terra il 9 gennaio 2025, quando 2024 PT5 sarà al nodo discendente dell’orbita eliocentrica: arriverà alla distanza di 1,8 milioni di km con una velocità relativa di 1 km/s. In questa occasione arriverà alla magnitudine +18,7 con una velocità angolare di circa 8 arcsec/minuto, più alla portata di piccoli strumenti, anche se non sarà più nella condizione di satellite temporaneo della Terra.

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