Recensione: Il cacciatore di comete

Siamo talmente abituati a vedere immagini di corpi celesti del sistema solare ripresi da sonde che quasi non pensiamo a tutto il lavoro che ci sta dietro: concepimento della missione, costruzione della sonda, sviluppo e test del software, mantenimento delle comunicazioni, risoluzione dei problemi e acquisizione dati in sala di controllo. Solo alla fine di questa complessa catena si può avere il successo scientifico della missione.

Peraltro ci sono missioni che hanno fatto la storia dell’esplorazione spaziale, c’è un prima e c’è un dopo, come la missione Rosetta dell’ESA: la prima sonda a orbitare stabilmente attorno al nucleo di una cometa attiva, la 67P/Churyumov-Gerasimenko, per seguirne l’evoluzione e la prima a inviare un lander (Philae) a posarsi su un nucleo cometario. Se volete avere un’idea della complessità e dei problemi che è stato necessario affrontare e risolvere per gestire con successo questa missione spaziale il libro di Ferri è quello che fa per voi.

Il volume ci racconta della nascita, sviluppo, esecuzione e conclusione di Rosetta e si legge come un romanzo: a partire dal lontano 1996 anno di concepimento fino al 2016, termine della missione. Attraverso le pagine del libro si rivivranno tutte le fasi salienti di Rosetta con i relativi problemi e brillanti soluzioni: il rinvio del lancio previsto inizialmente nel gennaio 2003 per i problemi al razzo Ariane 5 che avrebbe dovuto metterla su un’orbita verso la cometa 46P/Wirtanen; il lancio nel febbraio 2004 verso la 67P perché la 46P non risultava più raggiungibile; il temuto flyby con Marte del febbraio 2007 in cui Rosetta si trovò per alcune decine di minuti nel cono d’ombra del pianeta anche se non era stata programmata per restare senza radiazione solare; il flyby con gli asteroidi main-belt 2867 Šteins nel settembre 2008 e 21 Lutetia nel luglio 2010; la temuta ibernazione profonda dal luglio 2011 al gennaio 2014 quando Rosetta si risvegliò come programmato perché finalmente in prossimità della 67P; l’avvicinamento progressivo al nucleo che portò alla scoperta della strana forma a “papera”, risultato della fusione a bassa velocità di due nuclei distinti; l’immissione in orbita che avvenne prima a grande distanza e poi sempre più vicino, mano a mano che vennero determinate le armoniche sferiche del complesso campo gravitazionale della cometa, unico modo per poter prevedere in anticipo l’orbita di Rosetta. Nel novembre 2014 il lander Philae venne sganciato dalla sonda madre e atterrò sul nucleo: i sistemi di ancoraggio però non funzionarono e Philae si ritrovò a rimbalzare per terminare la sua corsa in una posizione non prevista. Non per questo il piccolo lander mancò di eseguire il suo programma scientifico, pur nei limiti della nuova posizione, fino all’esaurimento della batteria principale. La missione continuò con Rosetta che allargò il raggio orbitale per l’aumento dell’attività del nucleo che seguì fin dopo il passaggio al perielio quando l’attività d’emissione di gas e polveri tornò a diminuire: riavvicinandosi al nucleo gli effetti dell’attività furono evidenti, con nuovi crepacci, massi spostati e polvere distribuita in modo diverso. La missione si chiuse definitivamente dopo 12 anni dal lancio, con l’atterraggio non previsto di Rosetta sul nucleo e lo spegnimento definitivo della sonda: una fase ricca di emozioni che chiuse una missione storica.

Il libro di Ferri è un must per tutti quelli che si interessano di comete, asteroidi, astronautica ed esplorazione spaziale e vogliono rivivere le problematiche e le emozioni della complessa missione Rosetta che resterà un unicum nell’esplorazione del sistema solare ancora per parecchio tempo.

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