L’asteroide 2019 UN13 ha sfiorato la Terra

Fra i diversi asteroidi che in questi mesi hanno fatto un flyby ravvicinato con la Terra troviamo 2019 UN13 che il 31 ottobre 2019 alle 14:45 UT è passato a soli 6235 km dalla superficie del nostro pianeta. Vediamo le caratteristiche orbitali e fisiche di questo “asteroide di Halloween”.

Scoperta e orbita

L’asteroide è stato scoperto dal telescopio Schmidt da 68 cm di diametro della Catalina Sky Survey alle 6h 47 m UT del 31 ottobre 2019, quando era di magnitudine +19,9 nella costellazione dell’Ariete, quasi in perfetta posizione antisolare. La velocità angolare dell’oggetto era piuttosto elevata, circa 30 arcsec/minuto, e questo è sempre un indizio di un corpo relativamente vicino alla Terra.

Osservazioni successive, condotte entro quattro ore dalla scoperta, hanno permesso di determinare gli elementi dell’orbita kepleriana. Purtroppo la distanza angolare dal Sole è diminuita rapidamente rendendo impossibile continuare le osservazioni di follow-up. Peraltro l’asteroide si stava anche allontanando rapidamente dalla Terra, diminuendo sensibilmente la propria luminosità. Con i pochi dati raccolti dai telescopi al suolo (solo 18 punti astrometrici!) è stata pubblicata la circolare MPEC 2019-V09 dal Minor Planet Center che assegna all’asteroide la sigla provvisoria ufficiale 2019 UN13.

Il semiasse maggiore dell’orbita di 2019 UN13 è di 0,988 UA e l’eccentricità vale 0,346 quindi l’oggetto passa da un perielio compreso fra le orbite di Mercurio e Venere a un afelio compreso fra la Terra e Marte. Si tratta di un asteroide near-Earth di tipo Aten (ossia con l’orbita per lo più all’interno di quella della Terra), che orbita attorno al Sole in 358,79 giorni, poco meno del periodo orbitale terrestre. L’inclinazione dell’orbita sull’Eclittica è bassissima, solo 1,49° e questo, unito al periodo orbitale di circa un anno, comporta frequenti flyby con la Terra. Negli ultimi 20 anni ci sono stati più di 20 flyby con il nostro pianeta con distanze minime comprese fra 0,02 e 0,5 UA, valori piuttosto elevati. Tuttavia, la notte del 31 ottobre 2019 la minima distanza dalla Terra è stata di soli 6235 km dalla superficie del nostro pianeta. Un valore molto ridotto, se si guarda alla classificazione delle orbite dei satelliti artificiali. In effetti la Minimum Orbit Intersection Distance (MOID) con la Terra è praticamente zero, quindi non è da escludere che, in un prossimo futuro, l’asteroide possa colpire il nostro pianeta anche se l’orbita è troppo incerta per poter parlare di date. L’incertezza delle orbite viene classificata con un numero che va da 0 a 9, dove 0 indica un’orbita perfettamente conosciuta mentre 9 altamente incerta. Ebbene, 2019 UN13 ha un parametro d’incertezza pari a 7.

2019UN13_orbit
Figura 1 – L’orbita eliocentrica di 2019 UN13 mostra che si tratta di un asteroide a bassa inclinazione sull’Eclittica che, per la maggior parte del tempo, si trova all’interno dell’orbita terrestre. Si tratta di un NEA di tipo “Aten”.
2019UN13_flyby
Figura 2 – Rappresentazione grafica del flyby di 2019 UN13 con la Terra. Il cerchio più esterno è l’orbita della Luna.

Caratteristiche fisiche

 

Quando si parla di rischio NEO non bisogna guardare solo alla geometria dell’orbita che interseca quella della Terra, ma anche alle dimensioni dell’asteroide. Nel caso di 2019 UN13, la magnitudine assoluta (ossia la luminosità che avrebbe se fosse alla distanza di 1 UA sia dal Sole sia dalla Terra ad angolo di fase zero) è di +32, il che equivale ad avere una dimensione di alcuni metri. Si tratta di un asteroide davvero molto piccolo che non costituisce un reale pericolo. L’atmosfera terrestre è, infatti, perfettamente in grado di provocare la disintegrazione di questi piccoli corpi durante la caduta verso il suolo. Nel caso di collisione, da terra si potrà vedere solo un luminoso bolide che solca il cielo terrestre, spettacolare, ma innocuo.

Sulla composizione chimica di 2019 UN13 non sappiamo nulla se non che si tratta di un oggetto monolitico: molto probabilmente è solo un pezzo di roccia espulso nello spazio milioni di anni fa in seguito alla collisione fra due asteroidi maggiori della Fascia Principale che si trova fra le orbite di Marte e Giove.

Ringrazio mia moglie Sveva per la revisione paziente dello scritto.

Flyby_2019EA2b
Figura 3 – Rappresentazione artistica di un piccolo asteroide mentre sta facendo un flyby stretto con la Terra (NASA).

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