La catastrofe di Tall el-Hammam

In questo breve articolo vi parlerò dei sorprendenti risultati degli scavi archeologici effettuati nell’antica città mediorientale di Tall el-Hammam. Non si tratta di qualcosa che con gli asteroidi non c’entra niente, al contrario gli scavi hanno portato alla luce quelli che potrebbe essere gli indizi di un evento molto simile alla catastrofe di Tunguska, ma avvenuta nel 1650 a.C. In effetti i piccoli asteroidi di classe Tunguska sono molto numerosi, quindi è statisticamente lecito aspettarsi un certo numero di impatti in epoca storica, una frazione dei quali possono venire alla luce con gli scavi archeologici di antiche città del passato.

Il mistero di Tall el-Hammam

Tutto inizia nel 2005 con l’inizio degli scavi archeologici condotti a Tall el-Hammam (TeH), un’antica città fortificata che si trova nella valle del Giordano meridionale, a nord-est del Mar Morto: le rovine di questo antico insediamento sono situate all’estremità meridionale della valle tra il Lago di Tiberiade e il Mar Morto. Il sito archeologico contiene i resti – stratificati – di un centro urbano fortificato che è stata la più grande città dell’età del bronzo nella zona del Levante meridionale. Più che una semplice città, TeH comprendeva il nucleo urbano di una città-stato che fiorì senza sosta per circa 3000 anni a partire dal 4700 a.C. fino a quando fu distrutta circa nel 1650 a.C. L’indagine degli archeologi si è concentrata sui resti nel periodo che va dal 1800 al 1550 a.C. circa. La cosa interessante è che TeH non era isolata. Attraverso la bassa valle del Giordano ci sono i resti di altre 15 città e più di 100 villaggi più piccoli che furono tutti abbandonati contemporaneamente alla fine della media età del bronzo per rimanere in gran parte disabitati per circa 300-600 anni. Che cosa determinò questo abbandono generalizzato di così tanti nuclei abitati nello stesso periodo? Lo scopo principale della ricerca degli archeologi era proprio cercare di risolvere questo mistero.

Figura 1 – Mappa creata con Google Earth che mostra la collocazione geografica di Tall el-Hammam.

I risultati degli scavi

La parte superiore di TeH aveva mura spesse circa 4 m con massicce fondamenta che sostenevano bastioni fatti con mattoni di fango, edifici a più piani (sempre in mattoni di fango), tra cui un complesso di palazzi e un ingresso monumentale. Oggi quasi nessun mattone di fango rimane sulle fondamenta in pietra, fatta eccezione per una dozzina di strati di mattoni sopravvissuti sul lato nord-est della parte superiore alta 33 m. Tutti i muri sono stati apparentemente tranciati quasi a livello con la cime delle fondamenta delle mura della città alta. In sintesi, i pochi mattoni di fango rimasti dalle sezioni di muro disintegrate sono per lo più polverizzati, raramente sono stati trovati intatti e talvolta arrossati dal fuoco. Non sono stati trovati segni di erosione naturale né da parte del vento né dall’acqua, il che significa che i mattoni di fango mancanti non si sono erosi nel tempo: all’appello manca il materiale equivalente a milioni di mattoni!

Gli archeologi, analizzando il sito hanno trovato grani di quarzo shockati che possono essersi formati solo a pressioni di circa 5-10 GPa; ceramiche – che fonde a temperature superiori a 1500 °C – con vescicole; mattoni di fango e argilla per tetti fusi, processo che può avvenire solo a temperatura superiore a 1400 °C; elevate concentrazioni di sale nei sedimenti, compresi i sali di KCl e NaCl incorporati in mattoni di fango fusi; pezzi di carbonio simile al diamante che si sono formati ad alta pressione e temperatura; fuliggine, carbone e cenere che indicano la presenza di incendi ad alta temperatura e sferule ricche di Fe e Si, alcune delle quali fuse a temperature superiori a 1590 °C. Analizzando i diversi eventi che potrebbero dare luogo almeno a una parte dei ritrovamenti, gli archeologi hanno concluso che l’unico meccanismo che può spiegare l’intera gamma di prove raccolte è un impatto in grado di formare un cratere o un’esplosione cosmica in atmosfera, molto probabilmente con un’energia un po’ più grande dell’esplosione avvenuta a Tunguska nel 1908. I dati raccolti nel sito archeologico suggeriscono che si sia verificata un’esplosione in atmosfera pochi chilometri a sud-ovest di Tall el-Hammam causando, in rapida successione, un impulso termico ad alta temperatura – generato dalla palla di fuoco dell’esplosione – che ha fuso i manufatti più esposti, tra cui tetti, mattoni e oggetti in ceramica. A questa è seguita un’onda d’urto ad alta temperatura e ipervelocità che ha demolito e polverizzato i muri di mattoni di fango, livellando la città e causando un’ampia mortalità umana. Gli effetti dell’onda d’urto si sarebbero fatti sentire a decine di km di distanza causando l’abbandono di villaggi e città vicine, si spiegherebbe così il cessare simultaneo di un così gran numero di insediamenti grandi e piccoli.

Una testimonianza nella Genesi?

Qualche testimonianza oculare di questo probabile evento catastrofico che 3600 anni fa distrusse Tall el-Hammam potrebbe essere stata tramandata oralmente e alla fine potrebbe essere diventata il racconto biblico della distruzione di Sodoma e Gomorra riportato nella Genesi:

<< Il sole spuntava sulla terra … quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Abramo … contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.>>

Questa descrizione si adatta bene agli effetti di un’esplosione in atmosfera come quella di Tunguska o di energia superiore.

Per chi volesse approfondire consiglio la lettura dell’articolo di Bunch et al., A Tunguska sized airburst destroyed Tall el-Hammam a Middle Bronze Age city in the Jordan Valley near the Dead Sea, pubblicato su Scientific Reports volume 11, Article number: 18632 (2021).

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