Sul fondo del barile con 2009 JF1

Cosa non si farebbe per qualche click in più? Qualsiasi cosa a giudicare dalle news sull’asteroide near-Earth 2009 JF1 che stanno circolando in questi giorni in Rete. Negli anni della pandemia COVID-19 diffondere notizie fake anche sul rischio impatto costituito da un asteroide innocuo come 2009 JF1 appare veramente fuori luogo. Vediamo come vanno le cose nel mondo reale.

L’asteroide 2009 JF1 è stato scoperto il 4 maggio 2009 dal riflettore Cassegrain da 1,52 m che si trova sul monte Lemmon in Arizona, usato per la ricerca di nuovi asteroidi near-Earth nell’ambito della Catalina Sky Survey (CSS). Dopo la scoperta, l’asteroide venne confermato dal telescopio da 50 cm di diametro dell’australiana Siding Spring Survey (SSS), l’equivalente australe della CSS. La SSS è stata chiusa nel 2013 per mancanza di fondi, un vero peccato perché era l’unica survey professionale di asteroidi near-Earth di tutto l’emisfero australe. Gli asteroidi near-Earth potenzialmente visibili solo dall’emisfero australe durante il flyby con la Terra non vengono scoperti.

Figura 1 – L’orbita eliocentrica percorsa da 2009 JF1 (in bianco) ha l’afelio a 3,3 UA, ben esterno all’orbita di Marte, e perielio a 0,49 UA, interno all’orbita di Venere. L’inclinazione dell’orbita è di 6,1° e per completare un intero giro sono necessari 1,59 anni. L’asteroide passa molto vicino all’orbita della Terra nel tratto corrispondente all’inizio del mese di maggio (Crediti: JPL).

Nel complesso di 2009 JF1 sono state raccolte 25 osservazioni astrometriche in 30 ore. L’arco orbitale osservato è quindi molto breve, di conseguenza l’orbita dell’asteroide è incerta, specie per quanto riguarda la posizione dell’asteroide lungo l’orbita. Chiaramente l’incertezza sulla posizione dell’asteroide nello spazio aumenta a mano a mano che ci si allontana dalla data del 4 maggio 2009.

Sappiamo che la minima distanza che l’orbita nominale può raggiungere con l’orbita terrestre è di circa 15.000 km, di conseguenza 2009 JF1 può arrivare a passare a meno di 9000 km dalla superficie terrestre. La magnitudine assoluta di 2009 JF1 è elevata, circa +27, per cui è un oggetto di piccole dimensioni, fra i 7 e i 24 metri di diametro a seconda del valore che si assume per la riflettività superficiale il cui valore non è noto. Si tratta di un asteroide che può essere osservato solo quando è molto vicino alla Terra e il fatto che sia stato scoperto a inizio maggio non è casuale: è in questo periodo dell’anno che la Terra passa per il nodo discendente dell’orbita dell’asteroide e quindi – se l’asteroide si trova nella stessa posizione – la probabilità di scoprirlo è maggiore rispetto a ogni altro periodo dell’anno.

Il 6 maggio 2022 alle 08:10 UT 2009 JF1 passerà a circa 12 milioni di km dalla Terra, circa 31 volte la distanza media Terra-Luna. Si tratta di una distanza enorme, ma a causa dell’arco orbitale osservato molto corto, la posizione è incerta e – secondo i calcoli del sistema Sentry della NASA – c’è una probabilità di 1/4000 che 2009 JF1 possa colpire la Terra.

Figura 2 – Rappresentazione delle posizioni nominali fra 2009 JF1 e la Terra alle 08:10 UT del 6 maggio 2022 (Crediti: JPL).

La probabilità d’impatto è molto bassa, ma anche ammettendo di ricadere nello scenario peggiore l’eventuale collisione dell’asteroide con la Terra non avrebbe conseguenze di rilievo: l’atmosfera terrestre disintegrerebbe l’asteroide durante la caduta e – a seconda delle dimensioni – si avrebbero scenari che vanno dalla caduta dell’asteroide in Cina il 22 dicembre 2020 fino all’evento di Chelyabinsk del 15 febbraio 2013. Quindi niente che non sia già successo.

La velocità d’impatto dell’asteroide è stimata in 26,4 km/s, assumendo un diametro medio di 15,5 m e una densità media di circa 2500 kg per metro cubo (un valore ragionevole per un piccolo asteroide), risulta un’energia cinetica di circa 400 kt, pari a 25 volte l’energia sviluppata durante l’esplosione atomica di Hiroshima. Nonostante questo valore che può apparire elevato, l’asteroide molto probabilmente si disintegrerebbe in atmosfera fra i 30 e i 40 km di quota e al suolo arriverebbero solo piccoli frammenti, oltre a una debole onda d’urto praticamente innocua.

Figura 3 – Una immagine che mostra la caduta del piccolo asteroide presso Chelyabinsk, Russia, il 15 febbraio 2013.

Per quanto riguarda 2009 JF1 possiamo dormire sonni tranquilli e, per favore, basta raschiare il fondo del barile.

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