Superbolide diurno su Cuba

Sappiamo bene che piccoli asteroidi possono colpire la Terra in qualsiasi momento senza essere necessariamente scoperti prima dell’impatto come è avvenuto per 2008 TC3 che cadde sul nostro pianeta il 7 ottobre 2008 20 ore dopo la sua scoperta. Il 1 febbraio 2019 alle 18:18 UTC (13:18 locali ossia in pieno giorno), un piccolo asteroide di alcuni metri di diametro ha colpito l’isola di Cuba replicando un po’ quello che era successo in Russia con il superbolide del 21 giugno 2018.

Questo grosso meteoroide (CU20190201), muovendosi negli strati più densi dell’atmosfera a una velocità dell’ordine di 16 km/s, non ha resistito al differenziale di pressione fra la parte avanzante e quella opposta e si è disintegrato con una forte esplosione a poco più di 20 km d’altezza. L’esplosione è stata udita dalla popolazione in diversi comuni della provincia di Pinar del Rio, nella zona occidentale di Cuba.

Osservazioni satellitari

Il flash dell’esplosione in quota è stato ripreso dal Geostationary Lightning Mapper (GLM), un rilevatore di transienti ottici nel vicino infrarosso a canale singolo, che è stato collocato sul satellite GOES-16 che si trova su un’orbita geostazionaria. Questo satellite è gestito dalla NASA e dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). Dalla sua posizione orbitale GLM inquadra tutti gli Stati Uniti ed è in grado di rilevare continuamente tutti i tipi di fulmine sia durante il giorno, sia durante la notte, con un’elevata risoluzione spaziale: è stato così in grado di riprendere l’esplosione del piccolo asteroide.

meteorite_wcuba_1818utc01feb2019
Figura 1 – I dati GLM che mostrano il flash dell’esplosione del piccolo asteroide che ha colpito la porzione occidentale di Cuba, in corrispondenza della città di Viñales, alle 18:18 UTC del 1 feb 2019. I flash di GLM sono stati sovrapposti all’immagine nel visibile (0,64 μm) ripresa da GOES-16 alle 18:17 UTC (NASA/NOAA).

Anche i satelliti militari di sorveglianza degli Stati Uniti hanno ripreso l’esplosione del piccolo asteroide in atmosfera. Dai dati resi pubblici risulta che il corpo si è disintegrato ad una quota di 23,7 km quando l’asteroide aveva una velocità di 16,3 km/s. L’energia totale emessa nell’evento è stata stimata in 1,4 kton (1 kton = 4,184 TJ) il che equivale ad un corpo con una massa di circa 44 tonnellate avente un diametro (ipotizzando una densità media di 3500 kg/m³), di circa 2,9 metri.

Bolide_cubano_20190201
Figura 2 – Una mappa che mostra la posizione dell’esplosione in atmosfera associata al superbolide cubano del 1 febbraio 2019 e rilevata dai satelliti militari USA (CNEOS/NASA).

Le osservazioni visuali e il ritrovamento delle meteoriti

Al suolo, nella città di Viñales (Lat. 22°36′55″N; Long. 83°42′57″W), diverse decine di testimoni hanno potuto vedere sia il brillante superbolide mentre cadeva verso terra, sia la scia di fumo lasciata dopo il suo passaggio e hanno udito diverse esplosioni accompagnate da tremolio dei vetri e delle pareti di casa.

L’evento è stato confermato anche da diversi osservatori posti a distanza di sicurezza, in Florida. Infatti, sul sito dell’IMO (International Meteor Organization), sono arrivate 18 segnalazioni visuali di questo superbolide diurno (evento 513-2019). Le osservazioni visuali non sono il massimo per la ricostruzione della traiettoria in atmosfera e dell’orbita eliocentrica. Quello che si può dire è che il superbolide si è reso visibile nel braccio di mare fra la Florida e Cuba, con una traiettoria percorsa da nord-est verso sud-ovest, con punto finale Viñales.

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Figura 3 – La traiettoria proiettata al suolo del superbolide CU20190201 così come risulta dalle 13 osservazioni visuali pervenute all’IMO.

In seguito all’esplosione del piccolo asteroide in atmosfera non si segnalano vittime, ma il ritrovamento al suolo di quelle che sembrano meteoriti, come ha riferito su Twitter il corrispondente locale della CNN Patrick Oppmann. Dalle foto che hanno iniziato a circolare in rete, i campioni raccolti a Viñales hanno tutto l’aspetto di meteoriti ossia rocce con un’evidente crosta di fusione e una matrice interna più chiara, ma solo un’analisi in laboratorio potrà darne la certezza. Un team di esperti cubani dell’Istituto di Geofisica e Astronomia del Ministero della Scienza, Tecnologia e Ambiente (CITMA) si è diretto verso la zona di Pinar del Rio per recuperare ed analizzare quelle che sembrano autentiche meteoriti. Si spera che a breve ogni dubbio possa essere sciolto.

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Figura 4 – Un collage che mostra alcuni dei frammenti raccolti nei pressi della città di Viñales dopo l’esplosione del superbolide diurno. La prima immagine in alto a sinistra mostra la scia di fumo lasciata dal passaggio del superbolide (Fonte Redacción Cubadebate).

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