Da Falcon 9 a… Chang’e 5-T1

Qualche giorno fa avevamo pubblicato le effemeridi per l’osservazione dell’ultimo passaggio al perigeo di un secondo stadio del Falcon 9, destinato a colpire la Luna il prossimo 4 marzo. Il passaggio al perigeo si è verificato regolarmente, in accordo con le effemeridi, ed è stato possibile sia prendere nuove misure astrometriche, sia studiare la curva di luce dello space debris e determinarne così il periodo di rotazione che è risultato di 180 s con un’ampiezza di circa 4 magnitudini.

Lo space debris ripreso il 7 febbraio 2022 alle 18:17 UT con il telescopio “Cassini” della stazione astronomica di Loiano (Crediti: A. Carbognani/INAF-OAS).
La bellissima curva di luce dello space debris osservata la sera del 7 febbraio 2022. I diversi punti corrispondo ad altrettante sessioni. Il periodo risulta di 180 s con un’ampiezza di circa 4 magnitudini (Crediti: A. Carbognani/INAF-OAS).

Ora però l’identificazione è stata riconsiderata, in effetti non era così solida come poteva sembrare: l’intuizione si deve a Jon Giorgini del Jet Propulsion Laboratory (JPL) che ha fatto notare come la sonda DSCOVER non fosse in prossimità della Luna il 13 febbraio 2015 – fatto utilizzato da Bill Gray per l’identificazione – e quindi non poteva essere il secondo stadio del Falcon 9 quello associato allo space debris.

Il candidato più probabile per questo debris appare essere il terzo stadio del razzo Lunga Marcia 3C/G2 che il 23 ottobre 2014 è stato usato per la missione Chang’e 5-T1 verso la Luna. Lo scopo di questa missione era semplicemente quello di sperimentare le tecnologie di rientro da una missione lunare ad ipervelocità, tra cui provare la traiettoria di ritorno libero circumlunare, testare il design aerodinamico, la protezione termica, la guida, la navigazione e il controllo, nonché provare sul campo un sistema di recupero leggero e ridotto al minimo. La missione ebbe pieno successo, ma il booster servito per l’immissione nell’orbita di trasferimento lunare è rimasto in orbita come space debris, fino a essere scoperto come sospetto asteroide near-Earth (WE0913A) e poi erroneamente identificato come il secondo stadio del Falcon 9. Si è trattato di un errore in buona fede, che ci fa capire quanto possa essere non banale l’operazione di identificazione di uno space debris.
Comunque stiano le cose, l’orbita geocentrica non cambia e resta il fatto che il prossimo 4 marzo questo space debris impatterà la faccia non visibile della Luna.

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